www.LeonardoTeacherofPaintinginMilan.com        last update:27/08/2009

 

"Apprezzare l'arte con gli occhi di Leonardo"
autore Gottfried Matthaes

pubblicazione del Museo d'Arte e Scienza sul Trattato della pittura di Leonardo da Vinci


 

"Apprezzare l'arte con gli occhi di Leonardo"

Questo libro è stato pubblicato dal Museo d'Arte e Scienza sia come guida alla mostra permanente dedicata al Trattato della Pittura, sia per rendere più fruibile a tutti un'opera che, per la sua importanza, dovrebbe essere un “best seller” e invece risulta poco compresa e consultata per la sua difficile lettura e per le molteplici ripetizioni.

Questa edizione ridotta presenta una selezione degli articoli più significativi ed importanti per la valutazione di un’opera artistica, espressi in poche e chiare righe con le parole del maestro ed illustrati dai suoi stessi disegni, dai suoi dipinti e da altri importanti oggetti d’arte adatti a far comprendere i suoi insegnamenti.

Il libro è in vendita presso il Museo al prezzo di € 20,00 nelle edizioni inglese ed italiana. Le edizioni tedesca e francese sono in preparazione.

Per l'acquisto on-line clicca qui

 

 

Il Museo d'Arte e Scienza

La storia del Museo d'Arte e Scienza inizia a Dresden, centro dell’arte moderna europea all’inizi0 del secolo scorso, dove le famiglie Matthaes – Kurau fondarono nel 1906 una scuola di pittura

La ricerca di nuove ispirazioni da parte degli artisti di questo periodo spiega il volume e la qualità di alcune collezioni di questa scuola, come quella di ceramica greco-romana, dichiarata dal Ministero per i Beni Culturali di eccezionale interesse storico-artistico, e quelle d’arte africana e arte asiatica.

Lo spostamento delle attività degli artisti da Dresden a Berlin indusse la scuola a trasferirsi nel 1917 a Berlin, dove i suoi impegni, principalmente in collaborazione con enti pubblici, sono ben documentati (p.es. le decorazioni dei grandi muri del noto museo archeologico "Pergamon" nel 1931). Dopo la morte dei fondatori negli anni trenta la scuola viene chiusa, pur conservando le collezioni.

Negli anni settanta, la famiglia Matthaes riprese la sua attività pubblicando in forma didattica una parte delle collezioni ed aprendo a Milano, nel 1990, il "Museo del Collezionista d’Arte". A partire dal 2000, con il trasferimento delle rimanenti collezioni dalla Germania, il programma espositivo venne ampliato da mostre temporanee e permanenti ed il museo prese il suo nome definitivo di "Museo d’Arte e Scienza" .

 

 

 

Un sincero ringraziamento ai miei figli Patrizia e Peter e a Silvia Vaschetto,
senza l’aiuto dei quali non sarebbe nato questo catalogo

 
 

 

 

 

ISBN 978-88-900454-8-6
Fondatore Gottfried Matthaes
Via Quintino Sella 4, 20121 Milano

 

1


 

"Forse non esiste al mondo un altro esempio
di così grande genio creativo, così incapace
di accontentarsi e così proteso verso l’eterno,
così raffinato di natura e tanto oltre il suo
secolo e quelli a venire."

(Hippolyte Taine)

 

 

L'entrata alle sale della mostra

 

2

 

Gottfried Matthaes

 

Apprezzare l'arte
con gli occhi di Leonardo

 

 

 

 

attraverso la lettura
del suo

"Trattato della Pittura"

 

Una mostra permanente a Milano

3


 

Lo scopo della mostra e del suo catalogo

"La pittura non s’insegna a chi natura nol concede":
questa tesi di Leonardo richiama il vecchio detto:
"Si può insegnare la pittura ma non l’arte".

Se veramente è così difficile insegnare l’arte deve essere altrettanto difficile capirla ed apprezzarla.
Ci vorrebbe quindi un genio che possa tentare questa ardua impresa e nessuno più di Leonardo da Vinci possiede tutte le prerogative necessarie a farlo.

Oltre ad essere un grandissimo pittore - tre delle sue opere figurano tra i dieci dipinti più famosi al mondo: L’Ultima Cena, La Vergine delle Rocce, La Gioconda - egli si considerò in primo luogo uno scienziato e passò la maggior parte della sua vita non a dipingere bensì ad osservare, studiare e progettare.

Già trentenne, mentre svolgeva le più svariate attività a Milano, si convinse della necessità di raccogliere i suoi appunti in un testo unico.

Questo libro, però, non nacque mai anche per una sua fondamentale caratteristica, che il Vasari così descrive:


"Leonardo cominciò molte cose e nessuna mai ne finì".
Troppo vasto era il campo dei suoi interessi per potersi concentrare su una singola opera.

Esempi di questa particolarità sono dati dall’unica sua statua importante, il Duca Francesco Sforza a cavallo, da Leonardo progettata con tantissimi studi e schizzi ma mai realizzata, e da grandi dipinti lasciati incompleti o finiti da altri.

Purtroppo Leonardo annotò tutti i suoi pensieri su singoli fogli, facendo uso di poche parole, scritte nel suo codice non sempre comprensibile e dove ogni argomento veniva sviluppato o ripetuto diverse volte.

4

 

Verso la fine dei suoi anni, a Parigi, egli si rese conto dell’impossibilità di raccogliere ed ordinare le migliaia di fogli sparsi, decidendo così di regalare il tutto al suo amico ed allievo Francesco Melzi.
Da allora molti sono stati i tentativi degli studiosi di selezionare i singoli appunti, di numerarli ed illustrarli dove possibile con i disegni del Maestro, fino a creare il "Trattato della pittura".
Questo libro, che dovrebbe essere un "best seller", risulta però poco compreso e consultato per la sua difficile lettura.
La Fondazione Matthaes si è proposta di rendere il "Trattato" più comprensibile, con l’impegno di utilizzare esclusivamente le parole dei testi originali, senza commenti o modifiche al pensiero del Maestro, limitandosi ad ordinare gli argomenti, accorciare i testi troppo lunghi, evitare le molteplici ripetizioni ed illustrare i concetti salienti.

Questo catalogo non vuole essere un estratto del "Trattato", ma una selezione realizzata con l’intenzione di scegliere quei pensieri di Leonardo che permettono a chi ammira un dipinto o una scultura di poter osservare l’opera con una solida preparazione conferitagli da un "vero maestro".
Il risultato che se ne trae sarebbe già un grande ed  importante
 passo verso l’apprezzamento di opere d’arte.

Ma apprezzare e capire l’arte come concetto intellettuale e spirituale? Forse Leonardo aveva ragione.

La scelta degli oggetti esposti

Di Leonardo da Vinci si conoscono moltissimi disegni e la mostra ne fa largo uso. La sua produzione di quadri è però bassa, circa quindici dipinti in tutto, e delle sue sculture non se conosce nessuna importante. E’ perciò impossibile ottenere una sua opera da esporre nell’ambito della mostra.
Leonardo formula nel Trattato i suoi pensieri senza riferimenti diretti a stili, culture e periodi storico – artistici, fornendo così la possibilità di scegliere gli oggetti d’arte il più vicino possibile ai canoni dell’arte classica che dominavano nel suo periodo.
Per la numerazione degli argomenti è stata scelta l’edizione italiana della Neri Pozza.

5


 

La scelta del luogo della mostra


La mostra è allestita a Palazzo Bonacossa, sede della Fondazione Matthaes e del suo "Museo d'Arte e Scienza", a pochi metri dal Castello Sforzesco, presso la cui corte Leonardo da Vinci passò gli anni più attivi e significativi della sua vita.

Il Palazzo Bonacossa in Via Quintino Sella 4, Milano
e il Castello Sforzesco

6

 

PREFAZIONE
 

Nota per la lettura del trattato

Il Trattato della pittura inizia con il seguente capitolo significativo:

Art. 1 Se la pittura è scienza o no

Mettendo in evidenza il fatto che Leonardo si considerava in primo luogo uno scienziato (la "scienza" come era intesa nel Rinascimento).

Significativi sono, in questo senso, anche gli articoli 31, 32 e 34:

Art. 34 Adoperandomi io Leonardo non meno in
scultura che in pittura

ed esercitando l’una e l’altra in un medesimo grado, mi pare con picciola imputazione poterne dare sentenza, quale sia di maggiore ingegno, difficoltà e perfezione l’una che l’altra ..

Art. 31 La scultura non è scienza ma arte
meccanicissima

perché genera sudore e fatica corporale al suo operatore e solo bastano a tale artista le semplici misure dei membri e la natura de’ movimenti e posati, e così in sé finisce dimostrando all’occhio quel che quello è...

Art. 34 .. Ma la pittura è di maraviglioso artificio,
tutta di sottilissime speculazioni
..
 

7


 

Art. 32
Differenza tra la pittura e la scultura

Tra la pittura e la scultura non trovo altra differenza, senonché lo scultore conduce le sue opere con maggior fatica di corpo che il pittore, ed il pittore conduce le opere sue con maggior fatica di mente..
Lo scultore nel fare la sua opera fa per forza di braccia e di percussione a consumare il marmo, od altra pietra soverchia (superflua), ch’eccede la figura che dentro a quella si rinchiude, con esercizio meccanicissimo, accompagnato spesse volte da gran sudore composto di polvere e convertito in fango, con la faccia impastata, e tutto infarinato di polvere di marmo; .. e l’abitazione imbrattata e piena di scaglie, e di polvere di pietre..
 

8

 

Art. 32

.. Il che tutto al contrario avviene al pittore, parlando di pittori e scultori eccellenti; imperocché il pittore con grande agio siede dinanzi alla sua opera ben vestito e muove il lievissimo pennello co’ vaghi colori, ed ornato di vestimenti come a lui piace; ed è l’abitazione sua piena di vaghe pitture e pulita, ed accompagnata spesse volte di musiche, o lettori di varie e belle opere, le quali, senza strepito di martelli od altro rumore misto, sono con gran piacere udite.





 

 

PAUL-PROSPER ALLAIS - Raffaello nello studio di Leonardo
durante la realizzazione   del ritratto della Gioconda

9


 

GUILLAM VAN HAECHT
Cabinet di collezionista con Apelle che ritrae Campaspe

10

 

Per spiegare la sua preferenza per la pittura, portata avanti con spirito battagliero attraverso tutto il Trattato,si possono trovare molteplici ragioni. Quella più manifesta viene offerta dalle opere di Leonardo: dipinti bellissimi da una parte e dall’altra sforzi lunghi e sofferti per creare una sola statua, quella di Francesco Sforza a cavallo, che si è fermata alla realizzazione del modello.

Un’altra spiegazione viene cercata nel suo voler difendere gli interessi dei pittori che, soprattuto a Firenze, erano considerati inferiori rispetto ai poeti, ai filosofi, ai teologi, ecc.

Leonardo voleva dimostrare che un buon pittore doveva avere solide conoscenze nella matematica, nell’anatomia, nella geomatria, nell’ottica e in molti altri campi, basando la sua arte sull’osservazione diretta della natura.

Una profonda analisi delle sue motivazioni offrono, nella lingua italiana, le introduzioni al trattato, quello edito da Giunti con introduzioni di Carlo Pedretti e Carlo Vecce, quello edito da Tea Arte e da Neri Pozza con l’introduzione di Ettore Camesasca.

Questi autori analizzano e descrivono anche la storia del trattato dai singoli fogli lasciati da Leonardo alla stesura di un libro attraverso quattro secoli, basandosi sugli studi più recenti.

11


 

LA PITTURA

12

 

Due visioni della sala "Pittura"

La pittura - Il pittore
La grande arte del copiare

Il colore - L'ombra
Confronto tra bianco-nero e colore

13


 

Art. 406
Qual è il primo obietto intenzionale del pittore

La prima intenzione .. è fare che una superficie piana si dimostri un corpo rilevato e spiccato da esso piano; e quello che in tale arte eccede più gli altri, quello merita maggior laude, e questa tale investigazione .. nasce dalle ombre e dai lumi, o vuoi dire chiaro e scuro ..
 



ANTONELLO DA MESSINA - San Girolamo nello studio

14

 

Art. 43
Del secondo principio della pittura

Il secondo principio della pittura è l’ombra del corpo, che per lei si finge ..


 



LEONARDO DA VINCI - S. Anna, la Madonna, il Bambino Gesù e S. Giovanni bambino

15


 

Art. 36
Comparazione della pittura alla scultura

La pittura è di maggior discorso mentale e di maggiore artificio e maraviglia che la scultura, conciossaché necessità costringe la mente del pittore e trasmutarsi nella propria mente di natura, e a farsi interprete infra essa natura e l’arte ..
.. La pittura abbraccia e restringe in sé tutte le cose visibili ..
.. il pittore ti mostrerà varie distanze con variamento del colore dell’aria interposta fra gli obietti e l’occhio ..



MAESTRO DE LA SEO DE URGEL - S. Girolamo in penitenza

16

 

Art. 36

La pittura figura le cose trasparenti ..

 

 



FRANCESCO MELZI (amico, allievo ed erede di Leonardo) - Pomona e Vertunno

17


 

Art. 36

.. egli (il pittore) le nebbie .. egli le pioggie, che mostrano dopo sé i nuvoli con monti e valli.. e così altri innumebili effetti ..



THEODORE ROUSSEAU- Effet d'orage. Vue de la plaine de Montmartre

 

18

 

Art. 322
Delle attitudini degli uomini

Sieno le attitudini degli uomini con le loro membra in tal modo disposte, che con quelle si dimostri l’intenzione del loro animo.



SCUOLA DI LEONARDO - Leda e il cigno

19


 

Art. 6
Come la pittura abbraccia la superficie, figure e colori de’ corpi naturali ..

La pittura si estende nelle superficie, colori e figure di qualunque cosa creata dalla natura, e la filosofia penetra dentro ai medesimi corpi, considerando in quelli le lor proprie virtù ..

 

 

LEONARDO DA VINCI - Particolare di S. Girolamo

20

 

Art. 3
Quale scienza è più utile, ed in che consiste la sua utilità

Quella scienza è più utile della quale il frutto è più comunicabile ..

La pittura ha il suo fine comunicabile a tutte le generazioni dell’universo, perché il suo fine è subietto della virtù visiva .. La pittura rappresenta al senso con più verità e certezza le opere di natura, che non fanno le parole o le lettere ..

Ma dicemmo essere più mirabile quella scienza che rappresenta le opere di natura, che quella che rappresenta le opere dell’operatore, cioè le opere degli uomini..

Manoscritto B - Parigi, Istituto di Francia 

21


 

Art. 7
Come l’occhio meno s’inganna ne’ suoi esercizi, che nessun altro senso ..

L’occhio .. meno s’inganna .. che nessun altro senso, perché vede.. per linee rette, .. che le conduce ad esso occhio, come intendo provare.
Ma l’orecchio forte s’inganna
ne’ siti e distanze de’ suoi obietti, perché non vengono le specie a lui per rette linee, come quelli dell’occhio, ma per linee tortuose e riflesse..; l’odorato meno si certifica del sito donde si causa un odore; ma il gusto ed il tatto, che toccano l’obietto, han soli notizie di esso tatto.

22

 

Il Pittore

 

23


 

Art. 45
Quello che deve prima imparare il giovane

Il giovane deve prima imparare prospettiva; poi le misure d’ogni cosa; poi di mano di buon maestro, per assuefarsi a buone membra; poi dal naturale, per confermarsi la ragione delle cose imparate; poi vedere un tempo le opere di mano di diversi maestri; poi far abito a mettere in pratica ed operare l’arte.

LEONARDO DA VINCI - Studio di prospettiva per l'Adorazione dei Magi

24

 

Art. 9
Come il pittore è signore d’ogni sorta di gente e di tutte le cose

Il pittore è padrone di tutte le cose che possono cadere in pensiero all’uomo, perciocché: s’egli ha desiderio di vedere bellezze che lo innamorino, egli è signore di generarle ..

LEONARDO DA VINCI - Madonna col garofano

25


 

Art. 9

.. e se vuol vedere cose mostruose che spaventino, o che sieno buffonesche e risibili, o veramente compassionevoli, ei n’è signore e creatore ..

 

PIETER BRUEGEL
Ballo di contadini

     

HIERONYMUS BOSCH
Trittico dell'Hortus deliciarum

26 

 

Art. 9
Come il pittore è signore d’ogni sorta di gente e di tutte le cose

.. Ed in effetto ciò che è nell’universo per essenza, presenza o immaginazione, esso lo ha prima nella mente, e poi nelle mani, e quelle sono di tanta eccellenza, che in pari tempo generano una proprozionata armonia in un solo sguardo qual fanno le cose.

VINCENT VAN GOGH - Il campo di grano giallo

27 


 

Art. 70
Come il pittore non è laudabile s’egli non è universale

Alcuni si può chiaramente dire che s’ingannano, i quali chiamano buon maestro quel pittore il quale solamente fa bene una testa o una figura. Certo non è gran fatto che, studiando una sola cosa tutto il tempo della sua vita, non ne venga a qualche perfezione ..
.. Non vedi tu quanti diversi animali, e così alberi .. e fiori e varietà di siti montuosi e piani, .. fiumi, città, edifizi .. , vari abiti ed ornamenti ed arti? Tutte queste cose appartengono di essere di pari operazione e bontà usate da quello che tu vuoi chiamare buon pittore.

Art. 57
Precetti del pittore

Quello non sarà universale che non ama egualmente tutte le cose che si contengono nella pittura; come se uno non gli piace i paesi, esso stima quelli esser cosa di breve e semplice investigazione.
Disse il nostro Botticella, che tale studio era vano, perché col solo gettare di una spugna piena di diversi colori in un muro, essa lascia in esso muro una macchia, dove si vede un bel paese
(vedi sezione arte moderna).
.. E questo tal pittore fece tristissimi paesi.

28

 

 

JACOPO TINTORETTO
Testa virile

     

SANDRO BOTTICELLI
La nascita di Venere

29


 

Art. 97
Per ritrarre un ignudo dal naturale od altra cosa

Usa tenere in mano un filo con un piombo pendente, per poter vedere gli scontri delle cose.

 

Art. 85
Del ritrarre i nudi

Quando ritrai i nudi, fa che sempre li ritragga interi, e poi finisci quel membro che ti par migliore, e quello con le altre membra metti in pratica; altrimenti faresti uso di non appiccar mai le membra bene insieme ..

 

Art. 75
Delle varietà delle figure

Il pittore deve cercare d’essere universale, perché gli manca assai dignità se fa una cosa bene e l’altra male: come molti che solo studiano nel nudo misurato e proporzionato, e non ricercano la sua varietà; perché un uomo può essere proporzionato ed esser grosso e corto o lungo e sottile o mediocre, e chi di questa varietà non tien conto fa sempre le sue figure in stampa ..  

30

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(*) Vedi nota a pié pagina

     

Quaderno di anatomia V

 

(*) Copia basata su incisioni contenute nel Codice Urbinate, copiate a loro volta
da disegni originali di Leonardo

31 


 

La grande arte del Copiare

Art. 4
Delle scienze imitabili, e come la pittura è inimitabile, però è scienza

Le scienze che sono imitabili sono in tal modo, che con quelle di discepolo si fa eguale all’autore .. Queste sono utili all’imitatore, ma non sono di tanta eccellenza ..

La pittura .. non s’insegna a chi natura nol concede ..

Sezione dedicata alle copie

32

 

 

La Dama con ermellino di Leonardo da Vinci
(copia recente di F. Pari)

 

 

 

Ingrandimento della testa del dipinto originale.
I segni lasciati dal tempo contribuiscono al fascino dell'immagine.

33


 

Art. 4

.. Questa (pittura) non s’impronta, come si fa la scultura (impressa), della quale tal è la impressa qual è l’origine ..
.. Questa (pittura) non si copia, come si fa le lettere, che tanto vale la copia quanto l’origine..
.. Questa non fa infiniti figliuoli come fa i libri stampati;

.. Questa (pittura) sola si resta nobile, questa sola onora il suo autore, e resta preziosa e unica, e non partorisce mai figliuoli eguali a sé. E tal singolarità la fa più eccellente che quelle che per tutto sono pubblicate.

Menadi in terracotta (Grecia, II sec. a.C.)

34

 

LE COPIE E I COPISTI

(osservazioni sulle pagine seguenti)

I più abili copisti erano i grandi pittori e Leonardo ne è un esempio. Essi lavoravano quasi sempre su commissione e se un dipinto piaceva, altri clienti ne ordinavano una copia.

Del famoso quadro "La Vergine delle rocce" esiste la prima versione eseguita su ordinazione della Confraternita dei Francescani, a Milano, e la seconda versione (con l’aggiunta delle aureole e del bastone, attributo di Giovanni).

Per la terza versione Leonardo fu aiutato, più del solito, dai suoi allievi.

Della scuola di Leonardo abbiamo notizie da Frà Pietro da Novellara, il quale, visitando Milano, vide "dei quadri dipinti da due scolari ai quali anche il maestro poneva mano di tanto in tanto".

L’ultimo quadro, anch’esso di altissima qualità pittorica, fu eseguito da un anonimo.

 

35


 

LEONARDO DA VINCI - La Vergine delle rocce (Ia versione)

36

 

LEONARDO DA VINCI - La Vergine delle rocce (IIa versione)

37


 

SCUOLA DI LEONARDO - La Vergine delle rocce

38

 

ANONIMO NORD EUROPEO - La Vergine delle rocce

39


 
I due dettagli ingranditi dei quadri precedenti dimostrano la grande abilità, l'impegno e la pazienza dei pittori e dei copisti dei secoli scorsi.



 

 

LEONARDO DA VINCI
Particolare della Vergine delle rocce
 (Ia versione)

 

   

ANONIMO NORD EUROPEO
Particolare della Vergine delle rocce

40

 

Il Colore

41


 

Art. 186
Dell’accompagnare i colori l’uno con l’altro,in modo che l’uno dia grazia all’altro

Se vuoi fare che la vicinità di un colore dia grazia all’altro che con quello confina, usa quella regola che si vede fare ai raggi del sole nella composizione dell’arco celeste, per altro nome iris ..
 

Art. 186

Resta una seconda regola, la quale non attende a fare i colori in sé di più suprema bellezza che essi naturalmente sieno, ma che la compagnia loro dia grazia l’uno all’altro, come fa il verde al rosso, e il rosso al verde, come fa il verde con l’azzurro.

Ed evvi un’altra regola generativa di disgraziata compagnia, come l’azzurro col giallo, che biancheggia, o col bianco e simili, i quali si diranno al suo luogo.


 

42

 

Art. 255
Del vero colore

Il vero colore di qualunque corpo si dimostrerà in quella parte che non sarà occupata da alcuna qualità d’ombra, né da lustro, se sarà un corpo pulito. (Manti rossi e gialli, zone senza ombra)

ALBRECHT DUERER - Compianto sul Cristo morto

 

43


 

Art. 254
De’ colori

De’ colori di egual perfezione, quello si dimostrerà di maggior eccellenza che sarà veduto in compagnia del color retto contrario.

Ogni colore si conosce meglio nel suo contrario che nel suo simile, come l’oscuro nel chiaro e il chiaro nell’oscuro ..



 

AMBROGIO DE PREDIS - Ritratto di giovane 

44

 

Art. 186

Ora attendi, che se tu vuoi fare un’eccellente oscurità, dalle per paragone un’eccellente bianchezza ..

Art. 254

Il bianco che termina con l’oscuro fa che in essi termini l’oscuro pare più nero ed il bianco pare più candido ..

CARAVAGGIO - Madonna dei palafrenieri 

45


 

Art. 254
De’ colori

.. Il mezzo che è fra l’occhio e la cosa vista trasmuta essa cosa nel suo colore, come: l’aria azzurra farà che le montagne lontane saranno azzurre ..

Art. 449
Dell’azzurro di che si mostrano essere i paesi lontani

Delle cose remote dall’occhio, le quali sieno di che color si voglia, quella si dimostrerà di colore più azzurro, la quale sarà di maggiore oscurità .. (Meno aria riflettente tra l’oggetto e l’occhio)



LEONARDO DA VINCI
particolare della Vergine delle rocce (IIa versione)

46

 

Art. 251
De’ colori

L’azzurro ed il verde non è per sé semplice, perché l’azzurro è composto di luce e di tenebre, come è quello dell’aria, cioè nero perfettissimo e bianco candidissimo ..

Art. 445
Della cosa che si mostra da lontano

Quella cosa oscura si dimostrerà più chiara, la quale sarà più remota dall’occhio. (Più aria tra l’occhio e l’oggetto)
Seguita per il converso che la cosa oscura si dimostrerà di maggiore oscurità la quale si troverà più vicina all’occhio ..

LEONARDO DA VINCI - particolare di S. Anna, la Vergine e il Bambino

47


 

Due quadri senza la raffigurazione dell'azzurro dell'aria

 

ALBRECHT ALTDORFER
S. Giorgio nella foresta

   

BARTOLOMEO E POMPEO MORGANTI
S. Michele che abbatte Lucifero e il Cristo che resuscita Lazzaro

 

48

 

L’Ombra nella Pittura

49


 

Art. 434
La pittura è composizione di luce e di tenebre..


Disegni in bianco e nero della "Scuola di Atene" di Raffaello e de "L’Ultima Cena" di Leonardo.

50

 

Art. 434
.. insieme mista colle diverse qualità di tutti i colori semplici e composti.





 

I due dipinti finiti (Milano, Santa Maria delle Grazie e Biblioteca Ambrosiana)

51


 

Art. 407
Qual è più importante, nella pittura, o le ombre o i loro lineamenti

Di molto maggiore investigazione e speculazione sono le ombre nella pittura che i loro lineamenti; e la prova di questo s’insegna che i lineamenti si possono lucidare con veli .. ; ma le ombre non sono comprese da tale regola, per l’insensibilità de’ loro termini, i quali il più delle volte sono confusi, come si dimostra nel libro delle ombre e de’ lumi.

SANDRO BOTTICELLI - La Primavera

52

 

Art. 537
Che è ombra e lume, e qual è di maggior potenza

Ombra è privazione di luce, e sola opposizione de’ corpi densi opposti ai raggi luminosi; ombra è di natura delle tenebre, lume è di natura della luce; l’uno ascende e l’altro dimostra; sono sempre in compagnia congiunti ai corpi; e l’ombra è di maggior potenza che il lume, imperocché quella proibisce e priva interamente i corpi della luce, e la luce non può mai cacciare in tutto l’ombra dai corpi, cioè corpi densi.
 

FRANCISCO GOYA - El hechizado por fuerza

53


 

Art. 91
Modo di ritrarre d’ombra semplice e composta

Non ritrarre una figura .. al lume universale delle cam-pagne senza sole, perché la campagna fa ombra sempli-ce, e il lume particolare di finestra o di sole fa ombra composta, cioè mista con riflessi.

 

 

(Fig.) Bayonne, Raccolta Bonnat


LEONARDO DA VINCI - Ginevra de' Benci

54

 

Art. 90
In che termine si debba ritrarre un volto a dargli grazia d’ombre e lumi

Grandissima grazia d’ombre e di lumi s’aggiunge ai visi di quelli che seggono sulle porte di quelle abitazioni che sono oscure, e gli occhi del riguardatore vedono la parte ombrosa di tali visi essere oscurata dalle ombre della predetta abitazione, e vedono alla parte illuminata del medesimo viso aggiunta la chiarezza che le dà lo splendore dell’aria: per la quale aumentazione di ombre e di lumi il viso ha gran rilievo, e nella parte ombrosa i lumi quasi insensibili; e di questa tale rappresentazione e aumentazione d’ombre e di lumi il viso acquista assai di bellezza.

FRANCESCO MELZI - Flora

55


 

Art. 232
Gradi di pittura

Non è sempre buono quel che è bello; e questo dico per quei pittori che amano tanto la bellezza de’ colori, che non senza gran coscienza danno lor debolissime e quasi insensibili ombre, non stimando il loro rilievo. Ed in questo errore sono i belli parlatori senza alcuna sentenza.

BEHZAD - Il califfo e il barbiere

56

 

Art. 461
Delle macchie delle ombre che appariscono ne’ corpi da lontano

Sempre che la gola od altra perpendicolare dirittura che sopra di sé abbia alcuno sporto sarà più oscura che la faccia perpendicolare di esso sporto; ne seguita che quel corpo si dimostrerà più illuminato, che da maggior somma di un medesimo lume sarà veduto ..

  


 Pag. 433 - Libro della Pittura (ed. Giunti)           

 

Firenze, Uffizi

.. Ma quello che io ti ho a ricordare de’ volti, è che .. in diver-se distanze si perdono diverse qualità d’ombre, e solo restano quelle prime macchie..


    

     Particolare di icona russa del XIX sec.
     (visi a macchie bianche)

57


 

La Luce nella Pittura

 

 

Art. 221
Della chiarezza de’ paesi

Mai i colori e vivacità e chiarezza de’ paesi dipinti avranno conformità con i paesi naturali illuminati dal sole, se essi paesi dipinti saranno illuminati da esso sole.

58

 

Dipinto di W.Kurau,
direttore della "Scuola di Pittura Kurau-Matthaes"
di Dresden, 1914 (Illuminato)



(Non illuminato)

59


 

Art. 241
De’ colori

I colori posti nelle ombre parteciperanno tanto più o meno della loro natural bellezza, quanto essi saranno in maggiore o minore oscurità ..

 

Tre studi di W.Kurau, 1906 - Costa del Baltico dipinta in diverse ore del giorno

60

 


61


 

Art. 244
De’ colori

Il lume del fuoco tinge ogni cosa in giallo; ma questo non apparirà esser vero, se non al paragone di cose illuminate dall’aria.

Art. 556
Quante sono le sorta della luce

Tre sono le sorta della luce, ..
l’una nasce da lume particolare, com’è sole, luna o fiamma; la seconda è quella che deriva da porta, finestra od altra apertura, donde si vede gran parte del cielo; la terza è quella che nasce dal lume universale, com’è il lume del nostro emisfero, essendo senza sole. (Pagina 54, Ginevra de’ Benci)

PISANELLO - Visione di S. Eustachio

62

 

Art. 244

.. ed ancora dove, in una stanza oscura, ci sia sopra l’obietto uno spiracolo d’aria ed ancora uno spiracolo di lume ..

 

 

REMBRANT VAN RIJN -  L'adultera

63


 

I PENSIERI DI LEONARDO APPLICABILI (con riserva) ALL’ARTE MODERNA

Art. 63
Modo d’aumentare e destare l’ingegno a varie invenzioni

.. Non isprezzare questo mio parere, nel quale ti si ricorda che non ti sia grave il fermarsi alcuna volta a vedere nelle macchie de’ muri , o nella cenere del fuoco, o nuvoli o fanghi, od altri simili luoghi, né quali .. tu troverai invenzioni mirabilissime, che destano l’ingegno del pittore a nuove invenzioni .., perché saranno causa di farti onore; perché nelle cose confuse l’ingegno si desta a nuove invenzioni.

Ma fa prima di sapere ben fare tutte le membra di quelle cose che vuoi figurare.. (Vedi pag. 65)

64

 

Art. 35
Dello scultore e del pittore

.. questa tale invenzione è da essere vituperata in quelli che non sanno per sé ritrarre, né discorrere coll’ingegno loro, perché con tale pigrizia sono distruttori del loro ingegno, né mai sanno operare cosa alcuna buona senza tale aiuto; e questi sempre sono poveri e meschini d’ogni loro invenzione o componimento di storie, la qual cosa è il fine di tale scienza ..

 

 

 

 

 

 

Disegno eseguito con grande maestria
da
PABLO PICASSO nel 1895

 

PABLO PICASSO - Vecchio signore seduto (1970)

65


 

I LINEAMENTI IN PITTURA E SCULTURA

I Volti

Testa votiva - Italia del Sud, III - II sec. a.C.

66

 

Art. 287
Della bellezza de’ volti

Non si facciano muscoli con aspra definizione, ma i dolci lumi finiscano insensibilmente nelle piacevoli e dilettevoli ombre, e di questo nasce grazia e formosità.

 

 

Parma, Galleria Nazionale

67


 

Art. 281
De’ moti delle parti del volto

I moti delle parti del volto sono molti; de’ quali i principali sono ridere, e piangere..

.. riso e .. pianto .. sono molto simili nella bocca e nelle guancie .. ma solo si variano nelle ciglia e loro intervallo ..

Windsor, Raccolta Reale

68

 

Art. 288
Di fisonomia e chiromanzia

.. I segni de’ volti mostrano in parte la natura degli uomini, i loro vizi e complessioni .. Nel volto i segni che separano le guancie dai labbri della bocca, e le nari del naso e le casse degli occhi sono evidenti, se sono uomini allegri e spesso ridenti ..

Budapest, Szépmüvészeti Muzeum

69


 

Art. 288

.. e quelli che poco li segnano sono uomini operatori della cogitazione..

 

Windsor, Raccolta Reale

70

 

Art. 288

.. e quelli che hanno le parti del viso di gran rilievo e profondità sono uomini bestiali ed iracondi, con poca ragione;
e quelli che hanno le linee interposte infra le ciglia forte evidenti sono iracondi ..

Windsor, Raccolta Reale

71


 

Art. 288

.. e quelli che hanno le linee trasversali della fronte forte lineate sono uomini copiosi di lamentazioni occulte e palesi. E così si può dire di molte parti ..

 

 

Quaderno di Anatomia V

72

 

Art. 282
De’ movimenti dell’uomo nel volto

Gli accidenti mentali muovono il volto dell’uomo in diversi modi, de’ quali alcuno ride, alcuno piange, altri si rallegra, altri s’attrista, alcuno mostra ira, altri pietà, alcuno si maraviglia, altri si spaventano, altri si dimostrano balordi, altri cogitativi e speculanti. E questi tali accidenti debbono accompagnare le mani col volto, e così la persona.

Venezia, Galleria dell'Accademia

73


 

Art. 285
Del fare un’effigie umana in profilo ..

In questo caso ti bisogna mettere a mente le varietà de’ quattro membri diversi in profilo, come sarebbe naso, bocca, mento e fronte.
Diremo prima de’ nasi, i quali sono di tre sorta, cioè dritti, concavi e convessi. De’ dritti non ve n’è altro che quattro varietà, cioè lunghi, corti, alti con la punta, e bassi. I nasi concavi sono di tre sorta, de’ quali alcuni hanno la concavità nella parte superiore, alcuni nel mezzo ed alcuni nella parte inferiore. I nasi convessi ancora si variano in tre modi, cioè alcuni hanno il gobbo nella parte di sopra, alcuni nel mezzo ed altri di sotto; gli sporti che mettono in mezzo il gobbo del naso si variano in tre modi, cioè o sono dritti, o sono concavi, o sono convessi.

Pag. 155 - Trattato della Pittura (ed. Neri Pozza)

74

 

I Vestiti

75


 

Art. 517
De’ panni che vestono le figure

I panni che vestono le figure debbono mostrare di essere abitati da esse figure. Con breve circuizione mostrare l’attitudine e moto di tali figure e fuggire le confusioni di molte pieghe, e massime sopra i rilievi, acciocché sieno cogniti.

Figura lignea
Inghilterra, metà XIX sec.

76

 

Art. 519
Del vestire le figure con grazia

Usa ne’ tuoi panni che quella parte che circonda la figura mostri il modo dell’attitudine di essa figura, e quelle parti che restano fuori di quella adornale a modo volante esparso ..

Londra, British Museum

77


 

Art. 522
De’ vestimenti

I vestimenti debbono essere diversificati di varie nature di falde, mediante la loro qualità; cioè, s’egli è panno grosso e raro, farà pieghe maccaronesche e rare

e s’egli è di mediocre grossezza e denso, farà le pieghe affacciate e di piccoli angoli; e sopratutto ti ricorda in ogni qualità di panno di fare le pieghe infra l’una rompitura e l’altra grosse in mezzo e sottile dai lati, e la minore grossezza di essa piega sia nel mezzo dell’angolo rotondo della piega.

Art. 521
Del modo di vestire le figure

Osserva il decoro con che tu vesti le figure secondo i loro gradi e le loro età; e sopratutto che i panni non occupino il movimento, cioè le membra, e che le dette membra non sieno tagliate dalle pieghe, né dalle ombre de’ panni. Ed imita quanto puoi i Greci e i Latini col modo dello scoprire le membra, quando il vento appoggia sopra di loro i panni. E fa poche pieghe; fanne solo assai negli uomini vecchi togati e di autorità. (Vedi pag. 92)

78

 

 

Parigi
Museo del Louvre

 

     

Parigi
Museo del Louvre

 

79


 

Art. 525
Delle nature delle pieghe de’ panni

.. Esempio sia a b c la piega del panno .. a c sia il luogo dov’esso panno è piegato e costretto; io ti proposi che quella parte del panno ch’era più lontano ai costretti estremi si ridurrebbe più nella sua prima natura; adunque c trovandosi più lontano da a b, la piega sarà più larga in b che in alcun altro suo luogo.

Pag. 357 - Trattato della Pittura (ed. Giunti)

 

 

 

L’articolo 525 fu scelto tra tanti altri per dimostrare la rigorosa applicazione della filosofia di Leonardo anche nei dettagli.

80

 

I MOVIMENTI

IN PITTURA E SCULTURA

 

 

 

 

81


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Afrodite mentre
si aggiusta un sandalo.
Grecia, II sec. a.C.
h. 55 cm

Art. 109
Figura e sua divisione

La figura de’ corpi si divide in due altre parti, cioè: proporzionalità delle parti infra loro, le quali sieno corrispondenti al tutto, e movimento appropriato all’accidente mentale della cosa viva che si muove.

82

 
 

Art. 266
Delle misure universali de’ corpi

Dico che le misure universali de’ corpi si debbono osservare nelle lunghezze delle figure, e non nelle grossezze ..
.. E se tu vorrai sopra una medesima misura (stesse lunghezze) fare le tue figure, sappi che non si conosceranno l’una dall’altra, il che non si vede nella natura.

Quaderno di Anatomia VI

83


 

Art. 259
Delle mutazioni delle misure dell’uomo pel movimento delle membra a diversi aspetti

Variansi le misure dell’uomo in ciascun membro, piegando quelli più o meno, ed a diversi aspetti, diminuendoli o crescendoli tanto più o meno da una parte, quanto gli crescono o diminuiscono dal lato opposito.

Windsor, Raccolta Reale

84

 

Art. 260
Delle mutazioni delle misure dell’uomo dal nascimento al suo ultimo crescimento

L’uomo nella sua prima infanzia ha la larghezza delle spalle eguale alla lunghezza del viso, ed allo spazio che è dalle spalle alle gomita ..
.. Ma quando l’uomo è pervenuto all’ultima sua altezza,ogni predetto spazio raddoppia la lunghezza sua, eccetto la lunghezza del viso, la quale, insieme con la grandezza di tutto il capo, fa poca varietà; e per questo l’uomo che ha finito la sua grandezza, il quale sia bene proporzionato, è dieci de’ suoi volti, e la larghezza delle spalle è due d’essi volti: e così tutte le altre lunghezze sopradette con due d’essi volti ..

VERROCCHIO - Madonna col bambino Gesù

85


 

Art. 261
Come i puttini hanno le giunture contrarie agli uomini nelle loro grossezze

I putti piccoli (bambini) hanno tutti le giunture sottili, e gli spazi posti fra l’una e l’altra sono grossi; e questo accade perché la pelle sopra le giunture e sola senz’altra polpa ..
.. sopra le giunture non v’essendo che la cartilaginosa e nervosa pelle, non può dissecare, e non dissecando, non diminuisce; per queste ragioni i puttini sono sottili nelle giunture, e grossi fra le giunture stesse, come si vede le giunture delle dita, braccia e spalle sottili ..
(Vedi putti in legno all’entrata)

Londra, British Museum

86

 

Art. 430
De’ corpi che per sé si muovono o veloci o tardi

Il corpo che per sé si muove sarà tanto più veloce quanto il centro della sua gravità è più distante dal centro del suo sostentacolo.

 

 


 

Firenze, Uffizi

87


 

Art. 393
Degli animali da quattro piedi, e come si muovono

La somma altezza degli animali da quattro piedi si varia più negli animali che camminano, che in quelli che stanno saldi; .. e questo è causato dall’obliquità delle gambe che toccano terra, che innalzano il corpo di esso animale quando tali gambe .. si pongono perpendicolari sopra la terra.



Windsor, Raccolta Reale

88

 

Art. 290
Degli atti delle figure

Farai le figure in tal atto, il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell’animo; altrimenti la tua arte non sarà laudabile.

 

 



Windsor, Raccolta Reale - Parigi, Raccolta Bonnard

89


 

Art. 315
Del bilico delle figure

Se la figura posa sopra uno de’ suoi piedi, la spalla di quel lato che posa sarà sempre più bassa che l’altra, e la fontanella della gola sarà sopra il mezzo della gamba che posa .. (Vedi grande figura in legno)

 

 

 

Vedi nota a pag. 31

90

 

91


 

Art. 295
De’ moti propri operati da uomini di diverse età

I moti propri saranno di tanto maggiore o minor prontitudine e dignità, secondo l’età, prosperità o dignità dell’operatore di tal moto; cioè i moti di un vecchio o quelli di un fanciullo non saranno pronti come quelli di un garzone fatto .. (Vedi gruppo di figure in ceramica alla pagina precedente)

 



Londra, British Museum

92

 

Art. 274
De’ moti potenti delle membra dell’uomo

Quel braccio sarà di più potente e più lungo moto, il quale, essendosi mosso dal suo naturale sito, avrà più potente aderenza degli altri membri a ritirarlo nel sito dove esso desidera moversi.
Come l’uomo a che muove il braccio col tratto c, e lo porta in contrario sito col moversi con tutta la persona in b.
(Vedi figura di guerriero)

 



Vedi nota a pag. 31

 

93


 

Art. 498
Precetto

Sempre l’umbilico è nella linea centrale del peso che è da esso umbilico in su ..
Questo si dimostra nel distendere il braccio ..
.. Per necessità si gitta tanto peso di là dall’ umbilico, quanto è il peso accidentale del braccio; ed il calcagno da quel lato convien che s’innalzi.

Vedi nota a pag. 31

94

 

Art. 425
Della figura che va contro il vento

Sempre la figura che si muove infra il vento per qualunque linea non osserva il centro della sua gravità con debita disposizione sopra il centro del suo sostentacolo.

 

 

Vedi nota a pag. 31

95


 

Art. 291
Dell'attitudine

La fontanella della gola cade sopra il piede, e gittando un braccio innanzi, la fontanella esce d'esso piede; e se la gamba gitta indietro, la fontanella va innanzi, e così si muta in ogni attitudine.

Dresda, C R

96

 

Art. 303
Risposta contra

.. non è necessario che l’uomo che sta fermo .. usi di continuo la predetta ponderazione delle membra sopra il centro della gravità che sostiene il peso del tutto..
.. alcuna volta, stando sopra un sol piede, scarica parte del suo peso sopra la gamba che non è retta, cioè quella che si piega nel ginocchio, come si mostra nelle due figure b c. Rispondesi che quel che non è fatto dalle spalle nella figura c è fatto nel fianco ..

Vedi nota a pag. 31

97


 

Art. 306
Dell'uomo che porta un peso sopra le spalle

Sempre la spalla dell'uomo che sostiene il peso è più alta che la spalla senza peso .. tanta parte del peso naturale dell'uomo si gitti in un de' lati, quanta è la quantità del peso accidentale che si aggiunge dall'opposito lato; e questo far non si può se l'uomo non si piega ..

 

 

 

Vedi nota a pag. 31

98

 

Art. 310
De’ piegamenti e voltamenti dell’uomo

Tanto diminuisce l’uomo nel piegamento dell’uno de’ suoi lati, quanto egli cresce nell’altro suo lato opposito ..

Vedi nota a pag. 31

99


 

IL BASSORILIEVO

Art. 36
Comparazione della pittura alla scultura

.. Dice lo scultore che il basso rilievo è di specie di pittura; questo in parte si accetterebbe in quanto al disegno, perché partecipa di prospettiva; ma in quanto alle ombre e lumi, è falso in scultura e in pittura, perché le ombre di esso basso rilievo non sono della natura del tutto rilievo, ..e non ha l’oscurità della pittura o scultura tonda; ma questa arte è una mistione di pittura e scultura..

VERROCCHIO - Un angelo

100

 

Art. 33
Il pittore e lo scultore

Il basso rilievo è di più speculazione senza compara-zione al tutto rilievo, e si accosta in grandezza di speculazione alquanto alla pittura, perché è obbligato alla prospettiva ; e il tutto rilievo non s’impaccia niente in tal cognizione, perché egli adopera le semplici misure come le ha trovate al vivo; e di qui, in quanto a questa parte, il pittore impara più presto la scultura, che lo scultore la pittura.

VERROCCHIO - Madonna col bambino Gesù

101


 

La luce crea false ombre sulla superficie
compatta della pietra bianca

102

 

Art. 33

.. Ma per tornare al proposito di quel ch’è detto del basso rilievo, dico che quello è di men fatica corporale che il tutto rilievo, ma assai di maggiore investigazione, conciossiaché in quello si ha da considerare la proporzione che han le distanze interposte infra le prime parti de’ corpi e le seconde , e delle seconde alle terze successivamente: le quali se da te prospettivo saranno considerate,
tu non troverai opera nessuna in basso rilievo che non sia piena di errori ne’ casi del più e men rilievo

che si richiede alla parte de’ corpi che sono più o men vicini all’occhio. Il che mai sarà nel tutto rilievo, perché la natura aiuta lo scultore; e per questo quel che fa di tutto rilievo manca di tanta difficoltà ..


a) posizione corretta
b) posizione falsa

   
Bassorilievo in terracotta e stucco

103


 

LA SCULTURA
Lo Scultore

 

 

Art. 35
Dello scultore e del pittore

Lo scultore ha la sua arte di maggior fatica corporale che il pittore, cioè più meccanica, e di minor fatica mentale, cioè che ha poco discorso rispetto alla pittura, perché esso scultore solo leva, ed il pittore sempre pone; lo scultore sempre leva di una materia medesima, e il pittore sempre pone di varie materie..

104

 

Art. 36
Comparazione della pittura alla scultura

.. Dice lo scultore ch’egli è esso che fa nascere il chiaro e lo scuro col suo levare dalla materia sculta; rispondesi, che non egli ma la natura fa l’ombra ..

.. Sicché scultore non ti gloriare delle altrui opere; a te sol bastano le lunghezze e grossezze delle membra di qualunque corpo e le loro proporzioni, e questa è tua arte; il resto, ch’è il tutto, è fatto dalla natura, maggior maestro di te. ..


Venezia, Galleria dell'Accademia

105


 
Torino,
Raccolta Reale

Manoscritto H
Parigi, Istituto di Francia

 

Art. 32
Differenza tra la pittura e la scultura

Dice lo scultore, che se è leva di soverchio, non può più aggiungere come il pittore ..
Ma di questi non parlo, perché non sono maestri, ma guastatori di marmi; i maestri non si fidano nel giudizio dell’occhio, perché sempre inganna .. .. e per questo gli scultori colla notizia della misura di ciascuna lunghezza, grossezza e larghezza de’ membri si vanno al continuo governando, e così facendo non levano più del dovere ..

106

 

Art. 500
Della statua
(i consigli di Leonardo per scolpire il marmo senza errori)

Se vuoi fare una figura di marmo, fanne prima una di terra, la quale, finita che l’hai e secca, mettila in una cassa che sia ancora capace a ricevere il marmo che vuoi scolpirvi dentro la figura a similitudine di quella di terra. Poi messa la figura di terra dentro ad essa cassa, abbi bacchette che entrino per i suoi buchi, e spingile dentro tanto per ciascun buco, che ciascuna bacchetta bianca tocchi la figura in diversi luoghi, e la parte d’esse bacchette che resta fuori della cassa tingi di nero e fa il contrassegno alla bacchetta ed al suo buco. E trarrai dalla cassa la figura di terra, e metterai il tuo pezzo di marmo, e tanto leverai dal marmo, che tutte le tue bacchette si nascondano sino al loro segno in detti buchi; e per poter far meglio questo, fa che tutta la cassa si possa levare in alto, ed il fondo d’essa cassa resti sempre sotto al marmo, ed a questo modo ne potrai levare con i ferri con gran facilità.

107


 

Art. 32
Differenza tra la pittura e la scultura

.. lo scultore nel condurre a fine le sue opere ha da fare per ciascuna figura tonda molti dintorni ..

Art. 37
Escusazione dello scultore

.. Dice lo scultore che non può fare una figura, che non ne faccia infinite per gl’infiniti termini (punti di osserva-zione).. ; rispondesi, che gl’infiniti termini di tal figura si riducono in due mezze figure, cioè una mezza dal mezzo indietro, a l’altra mezza dal mezzo innanzi; le quali, essendo ben proporzionate, compongono una figura tonda..

Art. 33
Il pittore e lo scultore

Lo scultore nel fare una figura tonda fa solamente due figure, e non infinite per gl’infiniti aspetti donde essa può essere veduta, e di queste due figure l’una è veduta dinanzi e l’altra di dietro; e questo si prova non essere altrimenti, perché se tu fai una figura in mezzo rilievo veduta dinanzi .. il simile interviene a una figura volta indietro ..

108

 


Grifo in terracotta composto da due mezze figure



Stampa pubblicata da E. Cooper
dal Codice Huygens - Londra, 1721

109


 

Luce ed Ombra nella Scultura



Il proiettore disegnato da Leonardo Cod. Atlant. fol. 10 recto-A

Art. 535
Da che deriva l’ombra

L’ombra deriva da due cose dissimili l’una dall’altra, imperocché l’una è corporea e l’altra spirituale: corporea è il corpo ombroso, spirituale è il lume ..

Art. 407
Qual è più importante, o le ombre o i loro lineamenti

Di molto maggiore investigazione e speculazione sono le ombre .. che i lineamenti...

110

 

Stazione interattiva per speri-mentare l’effetto luce e ombre nella scultura come indicato nel Trattato

Le figure esposte sono copie della famosa EBE di Thorwaldsen. La statua originale in terracotta (a) che servì all’artista da modello durante il suo soggiorno di studio a Roma (1747-1810), è come tutti gli altri oggetti della mostra, di proprietà della Fondazione.

 

111


 

Art. 541
Di due specie di ombre ed in quante parti si dividono

Le specie delle ombre si dividono in due parti, l’una delle quali è detta semplice e l’altra composta : semplice è quella che da un sol lume e da un sol corpo è causata ..

Ombra semplice

112

 

Art. 541

.. composta è quella che da più lumi sopra un medesimo corpo si genera..

 



Ombra composta

113


 

Art. 541

La semplice ombra si divide in due parti, cioè primitiva e derivativa : primitiva è quella che è congiunta nelle superficie del corpo ombroso; derivata è quell’ombra che si parte dal predetto corpo, e discorre per l’aria, e se trova resistenza si ferma ..



Si nota la luce derivata (riflessa) dalla figura in
oro sul lato sinistro della figura in marmo.

114

 

Art. 38
Dell’obbligo che ha la scultura col lume, e non la pittura

Se la scultura avrà il lume di sotto parrà cosa mostruosa o strana; questo non accade alla pittura, che tutte le parti porta con sé.


115


 

Art. 760
Del lustro de’ corpi ombrosi

De’ lustri de’ corpi di egual tersità, quello avrà più differenza col suo campo, che si genererà in più nera superficie; e questo nasce che i lustri si generano in superficie pulite, che son quasi di natura di specchi; e perché tutti gli specchi rendono all’occhio quel che ricevono dagli obietti..

Art. 766
Quali corpi sono quelli che hanno il lume senza lustro

I corpi opachi che hanno superficie densa ed aspra non generano mai lustro in alcun luogo della loro parte illuminata.

    Figura in oro        

 Figura in cemento

116

 

Art. 418
Della differenza delle figure in ombre e lumi, poste in diversi siti
(stazione interattiva)

I lumi grandi (luce universale)..come è il sole nell’aria .. fanno sopra i corpi ombrosi piccole ombre e di confusi termini...


 

117


 

Art. 418

.. I lumi piccoli fanno grandi e terminate ombre sopra i corpi ombrosi..

 

 

118

 

L’ETERNITA’

DELLA PITTURA E DELLA SCULTURA

 

119


 

Art. 33
Il pittore e lo scultore

Dice lo scultore la sua arte più degna della pittura perché è più eterna perché teme meno l’umido, il fuoco, il caldo ed il freddo, che la pittura...

 

Particolare de "L’Ultima Cena" di Leonardo. La sabbia ed altri minerali del muro si sgretolano con il variare della temperatura e dell’umidità.

120

 

La "Gioconda" di Leonardo, dipinta su tela.
La perdita di elasticità dello strato pittorico ed i movimenti della tela creano profonde crepe (craquelure).

121


 

Art. 33
Il pittore e lo scultore

A costui si risponde che questa tal cosa non fa più dignità nello scultore, perché tal permanenza nasce dalla materia, e non dall’artefice, la qual dignità può ancora essere nella pittura, dipingendo con colori di vetro sopra i metalli, o terra cotta ..
.. Vero è che questa è sottoposta alle percussioni e rotture ..

 

 

Piatto da scavo in terracotta
a figure nere.
Creta, circa 4000 anni.
Ricomposto

 

Cratere apulo da scavo
con figure sovradipinte,
circa 2300 anni.
Restaurato

 

Piatto profondo a lustro
restaurato con piatte
fascette di ferro,
circa 6000 anni

 

122

 

Art. 34
Come la scultura è di minore ingegno che la pittura…

.. Lo scultore se fa di terra o cera può levare e porre, e quando l’opera è terminata con facilità si getta in bronzo; e questa è l’ultima operazione e la più permanente che abbia la scultura; imperocché quella ch’è solo di marmo è sottoposta alla rovina, il che non è del bronzo ..

 

 


Busto di imperatore romano in marmo e bronzo
con visibile restauro del marmo. Copia non recente

123


 

Art. 34
Come la scultura è di minore ingegno che la pittura…

.. Se il bronzo rimane nero e bruno (o verde), questa pittura è piena di vari e vaghi colori; e di infinite varietà ..
Se un volesse dire solamente della pittura in tavola (o sul muro), di questo mi accorderei anch’io con la scultura, dicendo così: come la pittura è più bella, e di più fantasia, e più copiosa, è la scultura più durabile ..
.. Rispondesi allo scultore, che dice che la sua scienza è più permanente che la pittura, che tal permanenza è virtù della materia sculta e non dello scultore..

Busto di Buddha in bronzo da scavo - Tailandia, circa 900 anni

124

 

Art. 10
Del poeta e del pittore

La pittura serve a più degno senso che la poesia, e fa con più verità le figure delle opere di natura che il poeta, e sono molto più degne le opere di natura che le parole, che sono opere dell’uomo ..
E se tu, poeta, vuoi descrivere
le opere di natura
colla tua semplice professione, fingendo siti diversi e forme di varie cose, tu sei superato dal pittore con infinita proporzione di potenza ..

Art. 17
Che differenza è dalla pittura alla poesia

La pittura è poesia muta, e la poesia è una pittura cieca, e l’una e l’altra vanno imitando la natura quanto è possibile alle loro potenze..

 

 

 

 

 

Alcuni manoscritti originali di Leonardo da Vinci (riproduzioni) davanti alla cartina della città di Milano dove Leonardo passò i venti anni più attivi della sua vita.

125

 

 Altre Pubblicazioni del Museo d'Arte e Scienza:

Un manuale illustrato per distinguere il vero dal falso che vuole essere il Suo esperto fidato al momento di acquisti di oggetti antichi, con risposte chiare e ben fondate sui criteri di valutazione oggettiva riguardanti l'autenticità e l'originalità di pezzi che avranno suscitato il Suo interesse.

Per ulteriori informazioni visita il sito: www.ArtandScienceHandbook.com

 
 
Autore: Gottfried Matthaes

Nato in Germania, da una famiglia di antica tradizione artistica. Fisico, dal 1960 si dedica alla ricerca di metodi pratici e scientifici per l'accertamento dell'autenticità. Nel 1990 fondò a Milano il Museo d’Arte e Scienza, unico al mondo, dove sono esposti quasi tutti gli oggetti raffigurati nel manuale ed il laboratorio annesso, l'Istituto Internazionale Ricerche Autenticità di Oggetti d'Arte.

Contenuto:
VOLUME 1: Avorio, Dipinti, Icone, Tappeti, Arazzi, Mobili, Vetro, Ceramica, Metodi Scientifici
VOLUME 2: Carta, Libri, Stampe, Metalli, Orologi, Bastoni, Pipe, Strumenti Musicali, Pietre preziose, Ambra, Perle, Pittura a smalto, Bambole, Giocattoli, Ventagli
VOLUME 3: Arti Asiatiche Minori, Oggetti da Scavo, Arte Buddista, Arte Africana, Arte Indonesiana
Prezzo: Volume 1 (278 pagg.) 40,00 Euro
Volume 2 (128 pagg.) 30,00  Euro
Volume 3 (128 pagg.) 30,00 Euro
Spese di spedizione non incluse
Codice intern.: Volume 1 - 1997, Codice ISBN 978-88-900454-0-0
Volume 2 - 1999, Codice ISBN 978-88-900454-9-3
Volume 3 - 2000, Codice ISBN 978-88-900454-1-7
Come acquistarlo:
  • presso le librerie fornendo il Codice ISBN sopra citato
  • presso il Museo d’Arte e Scienza
  • per e-mail
 


Altri siti del Museo d'Arte e Scienza:
 

www.MuseoArteScienza.com - Il museo d'arte e scienza e le sue sezioni: 6 sale dedicate al riconoscimento dell'Autenticità nell'arte e nell'antiquariato, 5 sale alle due mostre permanenti su Leonardo Da Vinci ( Le attività di Leonardo a Milano e il suo Trattato della Pittura illustrato), 5 sale dedicate all' Arte africana ed all' Arte buddista, 2  Laboratori scientifici per l'accertamento dell'autenticità.

www.LeonardoDaVinciMilano.com - due mostre permanenti: "Leonardo Cittadino di Milano" e "Apprezzare l'Arte con gli occhi di Leonardo" dal suo Trattato della pittura".

www.ArtAndScienceHandbook.com - La guida più completa e scientifica per l'accertamento dell'autenticità di oggetti d'arte europei ed extraeuropei basata su fattori oggettivi.   540 pagine e oltre 2000 illustrazioni a colori in 3 Volumi e 3 lingue.

www.AuthenticAfricanBronzesAndCeramics.com - tratta l'autenticità di oggetti d'arte africana in bronzo, pietra e ceramica. Il laboratorio scientifico del Museo d'Arte e Scienza ha sviluppato validi metodi per distinguere autentici oggetti africani da copie e falsi.

www.SpectroscopyForArt.com - Metodo scientifico di datazione del legno e riconoscimento dell'essenza lignea di oggetti d'arte. Riconoscimento dell'autenticità attraverso l'analisi di colori, leganti, pigmenti ed altre sostanze organiche.

www.MobiliAntichiAutenticita.com - Un elenco di tutte le possibilità per riconoscere l'Autenticità dei Mobili basandosi su fattori oggettivi.

www.DipintiAutenticita.com - Informazioni sull’accertamento dell’autenticità di dipinti moderni e dipinti antichi.

www.ExcavatedArtAuthenticity.com - "Un elenco di tutte le possibilità per riconoscere l'Autenticità di oggetti da scavo in ceramica, vetro e bronzo provenienti dall’Italia del Sud, dal bacino mediterraneo, dalla  Cina e dal Sud America, basandosi su fattori oggettivi".

www.ArteAfricanaAutenticita.com - "Vita ed Arte nell'Africa Nera", la sezione didattica d'Arte Africana del Museo (5 sale ed oltre 350 oggetti).

www.Matthaes.org  - "La storia della Fondazione G. Matthaes: dall'apertura della scuola di pittura a Dresda nel 1906 fino ad oggi con l'attuale Museo d'Arte e Scienza di Milano".

www.Copiesandfakesinart.com- L'accertamento dell'autenticità  nell'arte, ampiamente trattato con riferimento ai singoli campi dell'antiquariato.
 

www.Ivoryauthenticityandage.com- Avorio, corno e osso possono essere precisamente riconosciuti e datati spettroscopicamente.

PER RICEVERE PERIODICAMENTE NOTIZIE E
AGGIORNAMENTI ISCRIVETEVI ALLA NOSTRA NEWS LETTER!